Monte Mulaz: un quasi tremila!

Situato esattamente a confine tra due regioni Veneto e Trentino Alto Adige, con i suoi 2906 metri il Mulaz è un “quasi tremila” con una posizione di tutto rispetto: a nord la vista è praticamente verso l’infinito mentre a sud si ha tutto il Gruppo Focobòn-La Stìa a portata di mano, tanto da distinguere nitidamente tutte le cime taglienti e frastagliate che lo compongono.

A partire da dx: Cime D’Auta, Marmolada, Sasso Vernale, Ombretta, Cima Uomo…

Anche questa volta a farmi compagnia è Alessandro con cui decidiamo di salire in cima e poi vedere lì il da farsi: le alternative sono due o scendere per la via di salita oppure articolare l’escursione con un anello che si andrebbe a spingere fin verso il Passo Valles per poi rientrare al punto di partenza.
Partiamo di buon ora da casa ed alle sei in punto siamo con gli scarponi ai piedi poco sotto al Passo Rolle (TN) con destinazione Cima Mulaz. Il sentiero parte comodo risalendo una pista da sci ed in breve dopo esserci lasciati alle spalle il Rifugio Capanna Cervino raggiungiamo Baita Segantini con il suo lago fiabesco. E’ molto presto ed in giro non c’è anima viva, l’aria è ferma ed il sole dietro alle cime sta per spuntare silenziosamente, ed è così che il piccolo lago regala uno scorcio che si fa fatica anche a descrivere: una riflessione perfetta, come se una mano più alta di noi avesse appoggiato lì tra le vette uno specchio pronto a raccogliere tutto quanto vi si possa riflettere dentro. WOW!

Lasciato quel luogo ameno consapevoli che al ritorno avremmo invece trovato frotte di turisti chiassose, scendiamo dal versante opposto tagliando per prati sino a raggiungere il fondo della Val Venegia e ci infiliamo dentro ad un vallone oltrepassando le sorgenti del Travagnolo che sgorgano rigonfie raccogliendo tutta l’acqua dei nevai pensili sui versanti nord della Vezzana e del Cimon della Pala. Completata la traversata del fondo valle ci portiamo sul suo versante nord orientale e cominciamo a salire per il ripido sentiero che tra ghiaie, tornantini e prati inclinati ci porta dopo quasi un’ora (c’è da dire che siamo saliti di buon passo, sorpresi anche noi delle gambe che giravano alla grande!) a raggiungere il Passo del Mulaz passando così in territorio Veneto. Dal Passo si distingue chiaramente la via di salita per la cima che si snoda sul versante orientale del massiccio tra roccette friabili e saltini di roccia. Giusto il tempo di riprendere fiato e ci incamminiamo su per il sentiero. Davanti a noi scorgiamo altre due coppie di escursionisti che stanno salendo in questo caldo (anche se sono solo le 8.30) sabato pre-Ferragosto.

Dopo mezz’oretta di ravanamenti raggiungiamo la cima e la sua insolita croce di vetta che altro non è che un altarino, ancorato saldamente alla roccia sopra il peso delle pietre che riempiono la sua intelaiatura con una campana posta al di sopra. La giornata sembra proprio partita con il piede giusto, le poche nuvole che ci sono in lontananza si alzano e si abbassano svelte, facendo da sipario a tutte le cime che stendono a perdita d’occhio verso nord. In primo piano l’inconfondibile sud della Mamolada ruba un po’ la scena a tutti gli altri numerosi picchi: Cima Ombretta, Sasso Vernale, Gran Vernel, Cima Uomo, le Cime D’Auta, il Col Becher…insomma c’è da perdersi! Guardando un po’ più ad est, svetta la piramide inconfondibile dell’Antelao mentre il Pelmo sbuca da dietro il Civetta che con la sua mole tiene in ombra le Pale dei Balconi e tutte le loro verdeggianti pendici. Gran bella giornata, un po’ di foschia sale dal fondo valle ma si diraderà!

Senza perder troppo tempo tiriamo fuori il fornelletto, mettiamo su il caffè e facciamo colazione visto che la prima pseudo colazione volante l’abbiamo fatta quattro ore e mezza prima…Mentre siamo lì salgono altre persone, una coppia di ragazzi tedeschi, un’altra bellunese, si scambia due parole e poi ognuno ritorna con i suoi sguardi ed i suoi pensieri a contemplare quel ben di Dio che offre quella cima.
Dopo aver riempito occhi e polmoni di “aria fina” ci rituffiamo giù con direzione Rifugio Volpi dove, birra e cartina alla mano, decideremo come proseguire la nostra giornata.

Anche qui che siamo a 2600 metri scarsi il caldo si fa parecchio sentire oggi, ma ciononostante, considerando anche l’orario, decidiamo di prendere la via più lunga. Lasciamo quindi il rifugio e sempre in territorio veneto proseguiamo in direzione nord. L’obiettivo è di aggirare completamente il massiccio del Mulaz, ridiscendere per una traccia di sentiero in Val Venegia e riprendere la carrozzabile che porta a Baita Segantini. Ripartiamo facendo una piccola digressione al Sasso Arduini (una altura molto panoramica dov’è posto un cippo a memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale) e scendiamo su di un sentiero con una discreta pendenza, talvolta attrezzato con degli spezzoni di fune metallica, incontrando tantissima gente che lo percorre in senso opposto al nostro. Tra un “grazie, permesso, mi scusi” arriviamo ad una forcelletta senza nome su cui a poca distanza, fuori sentiero, ricordavo esserci una pozza d’acqua dove il Cimon della Stìa si rifletteva assieme alla Punta del Mar; e ricordavo bene! Mi prendo il tempo di una foto e continuiamo la discesa in questo assolato versante orientale. Raggiunta la base dei ghiaioni sottostanti ai paretoni lisci del massiccio, riprendiamo quota sino al Passo del Fochet per poi ridiscendere e risalire ancora andando finalmente a guadagnarci il Passo di Venegiota dal quale rivediamo la “nostra” valle che avevamo percorso al mattino. Adesso è quasi tutta in discesa!

Ridiscendiamo quindi in Val Venegia sino a riprendere la carrozzabile che ci ricondurrà a Baita Segantini da dove poi prenderemo a ritroso il sentiero di salita per arrivare di nuovo al Passo Rolle dove ci aspetta la macchina ed il malinconico ritorno a valle tra il caldo torrido di questo agosto infernale.
Ancora una volta la formula “partiamo per fare un giretto tranquillo” non ha funzionato ed ancora una volta abbiamo superato i 22 chilometri di e i 1600 metri di dislivello +/-, però, che viaggio… Se qualcuno mi dovesse domandare se lo rifarei, beh che domanda: “Assolutamente Sì!”

NOTE ITINERARIO

La partenza dell’escursione avviene dal parcheggio all’interno di un tornante a qualche centinaio di metri dal valico del Passo Rolle. Lasciata lì la macchina il sentiero ricalca la carrareccia che porta al Rif. Capanna Cervino (2082m) e successivamente a Baita Segantini (2170 m) transitando per il Passo Costazza. E’ possibile tagliare comodamente per prati seguendo le numerosissime tracce che puntano dritte a Baita Segantini. Dalla Baita si scende sul versante opposto seguendo sempre la carrareccia (Sentiero CAI 710A) approfittando di qualche taglio per prati che riduce le tempistiche di avvicinamento al fondovalle. Una volta raggiuntolo, si mantiene lo stesso sentiero seguendo le indicazioni per Rifugio Volpi/Monte Mulaz e passando per le sorgenti del Travignolo (1992 m) ci si porta sotto alle pareti del massiccio prendendo a salire (mantenendo la destra) sul Sentiero CAI 710 sino a raggiungere la sommità del Passo Mulaz (2619 m). Dal passo per roccette friabili e saltini di roccia si raggiunge la cima in circa 40′ e si tocca la quota di 2906m del Monte Mulaz.
Per la stessa via di salita alla cima si riguadagna il passo e si prosegue a sinistra verso il Rifugio Volpi di Misurata (2571 m) da cui si prenderà successivamente il Sentiero CAI 751 che condurrà con direzione Nord verso il Passo del Fochet (2201 m) ed il Passo di Venegiota (2303 m). Dal Passo Venegiota si imbocca l’omonima valle su un sentiero non numerato ma ben tracciato ed evidente sino a giungere ad un bivio dove si dovrà tenere a sinistra imboccando il Sentiero CAI 749 che porterà al fondovalle ove si intercetterà la carrozzabile che condurrà a ritroso rispetto all’andata alla Baita Segantini da cui per lo stesso percorso della salita si raggiungerà il punto di partenza.


Tempo totale (soste escluse): 7h30′
Dislivello +: 1628 m
Dislivello – : 1628 m

L’itinerario

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...