Sasso Vernale: “Ma si dai…è là!”

Approfittando ancora di quest’alta pressione che sta’ regalando giornate terse e cielo limpido questa volta per sciogliere le gambe si punta a un 3000. Infilati in quel freezer perenne qual è la Val de Ombreta (bisogna percorrerla in inverno per cogliere appieno il significato del suo nome…) la cima con la sua cresta affilata si staglia ben evidente 1500 metri sopra le nostre teste, invitante ed accesa di un arancio fulgido dai primi raggi del sole!

Il Sasso Vernale e la sua dorsale di salita

Arrivati nei pressi dell’agriturismo “Malga Ciapela” prendiamo coraggio, abbandoniamo il caldo torpore della macchina ed alla luce bianca delle frontali cominciamo a salire con una temperatura di qualche grado sotto zero verso Malga Ombreta. La salita parte su di una strada forestale che da subito si impenna con una pendenza importante giusta giusta per rompere il fiato e far girare le gambe e senza tanti complimenti. Poco dopo tagliamo a destra lungo il sentiero che costeggia il torrente Ru D’Ambrech che nel buio totale riempie la vallata con il suo fragore impetuoso. Si sale su di un buon sentiero che ritrovo completamente trasformato rispetto a quando lo percorsi nel lontano 2013; anche qui la tempesta Vaja nell’ottobre del 2018 ha marcato il segno del suo indelebile passaggio lasciando di quello che un tempo era vigoroso un bosco d’abeti, solamente fusti spezzati, divelti e gettati in un caos irreale lungo tutto il versante.
Raggiungiamo i prati de la Val de Ombreta già imbiancati dalle prime nevicate autunnali quando manca poco al sorgere del sole e saliamo assieme all’alba verso il Rifugio Falier. Alle nostre spalle Pelmo ed Antelao fanno da immobili coreografie per il primo sole che avanza, mentre in fronte a noi tutto si accende di un rosso rubino che varia di tonalità ad ogni minuto! Alla nostra destra la parete sud della Marmolada è “in fiamme” mentre alla nostra sinistra svetta ben chiara la “piramide” che dovemmo andarci a sudare oggi, passando per una gelida vallata che non vedrà mai il sole!

Dal Falier proseguiamo a sinistra infilandoci dentro al gelido del Valon de Ombretola che dovremmo percorrere interamente prima di raggiungere il Pas de Ombretola. Il sentiero a tratti ghiacciato, ben presto lascia lo spazio al manto nevoso che ha uniformato tutto il versante di salita; calziamo i ramponi e seguendo una linea immaginaria avanziamo e gradualmente (ma talvolta anche no – con la neve ed il ghiaccio tirare linee dritte è troppo invitante-) ci alziamo di quota su di un versante che ha una linea di pendenza molto marcata e nel quale senza ramponi sarebbe impensabile riuscire ad avanzare. Raggiungiamo con una buona dose di impegno il Pas de Ombretola e…già arrivare qui vale il cosiddetto prezzo del biglietto! Dopo due ore e mezza di salita all’interno di un catino con lo stesso monotono panorama, quello che si apre da lassù lascia davvero senza parole: il sole è caldo, la giornata è limpida e spettacolare e le cime che si vedono sono infinite!

Rifiatiamo con un buon tè caldo e dopo esserci ristorati, Alessandro esprime le sue perplessità guardando la via di salita e…parte la mia opera di convincimento. La via di salita è chiara: dobbiamo percorrere il filo di cresta alternando passaggi misti su roccia e neve traversando gli esposti, obliqui e talvolta instabili pendii orientali del Sasso Vernale. Ci sarà da prestare molta attenzione ma…”Oh abbiamo fatto trenta, proviamo a fare trentuno! Possiamo sempre ritornare indietro!

La via di salita

Convinto! In poco meno di un’ora siamo in Cima raggiungendola e toccando quota 3058 metri; non avrei mai creduto di salire un tremila (il secondo, quest’anno) a fine novembre!

Se già dal passo la vista era mozzafiato, da qui sopra è tutta un’altra storia. Subito di fronte a noi la parete sud della Marmolada (separata solo dalla Cima de Ombreta) con la sua grande muraglia riempie il panorama verso nord e la cresta del Vernale con già il primo invitante cornicione di neve è una linea prospettica perfetta! Spaziando a 360° attorno alla vetta si scorgono distintamente centinaia di picchi e cime a perdita d’occhio tutte lì sull’attenti chiare e limpide come fossero tirate a festa, con i colori brulli dell’autunno a contrasto con il bianco delle prime candide nevi. La temperatura è sorprendentemente calda e dopo esserci goduti il panorama “it’s coffee time” e tirati fuori moka e fornello ci gustiamo uno dei più buoni caffè della stagione! Il tempo ancora per qualche scatto, un fugace scambio di saluti con 4 ragazzi che hanno raggiunto la cima dopo di noi (increduli di averci visto bere un caffè là sopra) e ripartiamo per la lunga discesa che ripercorre lo stesso itinerario della salita.

Anziché riportarci al passo tagliamo giù per neve perdendo quota velocemente e riguadagnando le tracce di salita nella gelida valle. Due ore più tardi raggiungiamo il fondovalle superiamo il Falier e ci concediamo la nostra pausa pranzo (in realtà sono le 15.30) per poi concludere in scioltezza l’ultimo tratto che ci riporterà alla macchina gustandoci una grande luna piena che avanza dopo il crepuscolo concludendo una giornata memorabile. Una salita (e una discesa) sempre a posterno a tratti non banale, in un ambiente grandioso, selvaggio, ricco di fauna; al cospetto della sud della Marmolada attorniati da guglie e cime verticalissime che si lanciavano in un cielo che più azzurro non s’era mai visto!

Luna crescente sull’Antelao


NOTE ITINERARIO
Lasciata la macchina al termine della stradina che prosegue dopo l’Agriturismo Malga Ciapela (1638 m) si imbocca il Sentiero CAI 610 guadagnando il Pian d’Ombreta e le sue malghe. Proseguendo sul sentiero ci si spinge sino al Rifugio Falier (2074 m). Dal rifugio si prende a sinistra seguendo il Sentiero CAI 612 che si inoltra e si inerpica lungo e deciso attraverso il Valon de Ombretola. Raggiunto il Pas de Ombretola (2864 m) si segue a vista la dorsale che sale verso la evidente sommità del Sasso Vernale inoltrandosi seguendo con attenzione i rari ometti che in un’ora circa condurranno alla cima (3058 m).

Tempo di salita: 4h30′
Tempo di discesa: 3h30′
Dislivello: 1500 m

L’itinerario completo

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